Hanno avuto inizio i nostri incontri di Formazione Caritas. I temi sui quali rifletteremo insieme sono: osservare, riconoscere, sconfinare, progettare, educare, resistere.
Sono verbi che caratterizzano innanzitutto la nostra vita da cristiani e il nostro servizio di operatori e volontari Caritas. Ci accompagneranno alcune figure di Santi della carità che con la loro vita, la loro testimonianza, hanno declinato questi verbi nella concretezza del loro operare nel nome di Dio per il bene dei fratelli, particolarmente per quelli più poveri.
È stato il nostro Vescovo a dare inizio a questi incontri settimanali. Ci ha introdotto in questi interessanti temi facendo un accenno all’esortazione apostolica “Dilexi te” – “Ti ho amato” di Papa Leone XIV.
Il cristianesimo non nasce da una regola o da una teoria, ma dall’esperienza di sentirsi amati da Dio. Questo amore è fedele, gratuito e misericordioso, non dipende dai meriti della persona e si manifesta pienamente in Gesù Cristo, soprattutto nella sua compassione verso i peccatori, i sofferenti e i poveri. L’amore verso i poveri non è un’aggiunta “sociale”, ma una conseguenza diretta dell’amore ricevuto. Chi si scopre amato da Dio è chiamato a farsi vicino agli ultimi, con gesti concreti di giustizia, misericordia e solidarietà. Dio ci ama per primo, e questo amore trasforma il cuore del credente rendendolo capace di amare come Cristo.
Come operatori e volontari Caritas siamo chiamati con amore a condividere dei tratti di strada con i poveri e con loro imparare a servire e ad avere uno sguardo diverso sulla vita.
Noi stessi siamo poveri e con questa coscienza camminiamo con i tanti poveri. Come cristiani siamo chiamati a condividere il meglio di noi, le cose e le strutture più belle della nostra comunità perché il povero è Gesù.
sr Rossella D’Aniello






















