Siamo giunti al quinto incontro di Formazione Caritas. Il tema sul quale abbiamo riflettuto insieme, accompagnati da San Camillo de Lellis è stato: PROGETTARE.
Nel nostro impegno di operatori e volontari Caritas siamo chiamati a progettare con i poveri e non semplicemente per i poveri. Questo metodo è necessario per non cadere in una forma di assistenzialismo ma condividere insieme e aiutare chi ha bisogno a riscattarsi, così chi è povero diventa protagonista del proprio cambiamento.
Sull’esempio di San Camillo siamo chiamati a scoprire il progetto di bene, di vita che Dio ha su di noi, per far ciò è necessario porsi in ascolto della storia che personalmente viviamo, leggendo gli eventi che ci accadono alla luce della Parola di Vita. Facendo ciò saremo anche capaci di aiutare l’altro a scoprire il progetto che Dio ha su di Lui.
È stato così per San Camillo de Lellis che attraversando momenti difficili e turbolenti, si è reso conto della chiamata che il Signore gli rivolgeva al servizio dei poveri infermi che lui definiva “pupilla e cuore di Dio”, per i quali è giunto a rivoluzionare l’assistenza sanitaria con amore incondizionato. Dava priorità agli incurabili e ai più emarginati riconoscendo in loro la presenza di Cristo.
La sua dedizione, la sua cura, ha trasformato l’approccio alla malattia, trasformando l’ospedale da luogo di abbandono a casa di carità. È il riformatore dell’ospedale, del servizio ai poveri. Per fede. Con amore. Estremamente attento a cogliere l’eco che possono avere nel suo cuore le pene e i bisogni dei fratelli morenti e malati e a trovare loro una risposta concreta.
Attraverso il laboratorio, nel quale siamo stati messi dinanzi ad una storia complessa, abbiamo sperimentato in cosa consiste il progettare e come è complesso il suo processo. Certo è che la progettazione partecipativa permette di creare interventi più mirati e pertinenti basati sui reali bisogni percepiti dai diretti interessati ottimizzando l’uso delle risorse.
Nel nostro operare ascoltiamo l’invito che San Camillo faceva a tutti “Mettete più cuore nelle mani”.
sr Rossella D’Aniello








































