Il Volontariato è un mandato!

Riscoprire la bellezza del donarsi come gesto d'amore.

Siamo giunti al terzo incontro del nostro percorso di formazione sul volontariato. Il tema sul quale abbiamo riflettuto è stato: Il volontariato è un mandato! Riscoprire la bellezza del donarsi come gesto d’amore. Il relatore Don Franco Esposito, cappellano del Carcere di Poggioreale ci ha accompagnati e guidati egregiamente in questa riflessione.

È partito dalla frase che Gesù ha detto ai suoi discepoli e dice a noi oggi: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Mt 10, 8) Siamo chiamati a condividere, a donare, ciò che noi stessi abbiamo ricevuto. È nel servizio, nella vita che si fa dono che possiamo sentirci veramente vivi. Tutto ciò che nella nostra vita si fa dono e dono d’amore, costruisce il senso della nostra esistenza.

Il volontariato è fare della vita un dono, un dono d’amore. Siamo chiamati come volontari a farci compagni di cammino, a stare con… Questa è l’unica vera qualifica che dobbiamo avere come volontari.

Come volontari dobbiamo avere un tempo di conversione. Tanti rischiano di guardare ma non vedere. É necessario, essenziale questo passaggio dal guardare al vedere, è questo che ci cambia la vita. Ciò può avvenire guardando negli occhi l’altro, e quando ci si guarda negli occhi si scopre che siamo uguali nella stessa umanità: non ci si può sentire superiori all’altro ma si condivide la vita con l’altro.

Siamo chiamati a vedere cosa davvero vive nella propria interiorità il nostro fratello bisognoso, solo così prenderemo coscienza dell’indecenza di una politica sorda e cieca, del fatto che dietro tante miserie umane ci sono spesso degli interessi a monte che gestiscono e che vogliono che le cose rimangano in un certo modo…

Il nostro compito non è quello di sostituirci alle responsabilità delle istituzioni, ma siamo certamente impegnati a porre dei Segni di solidarietà, di servizio e di amore. Siamo chiamati ad essere segno di Dio che è Amore e solo amore. Amore che è creatività, oblatività, gratuità, universalità.

“Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2, 15). È rappresentata qui la motivazione della vita dell’uomo: ci è stato dato un giardino che è il luogo in cui viviamo e le persone con le quali viviamo. Questo giardino siamo chiamati costantemente a coltivarlo e a custodirlo per renderlo sempre più armonioso, bello, colorato e per fare questo occorre viverci dentro con amore e saperlo custodire difendendolo da tutti gli attacchi che possono venire, soprattutto in questo tempo.

Sr Rossella D’Aniello